Il Blues Di Gundabad Songtext

Danno

von Aka Danno

Il Blues Di Gundabad Songtext
Questo è il blues di Gundabad, Gundabad, Gundabad
Questo è il blues di Gundabad, Gundabad, Gundabad
Questo è il blues di Gundabad, Gundabad, Gundabad
Ehi

Qua non c'è Dio, non c'è più speranza
Manca il lavoro e poi manca il decoro
La gente sogna il jackpot, poi muore alle slot o dal compro oro
Perdono i denti a sorsi di vino scadente bevuto attaccato ai cartoni
Mentre lo zingaro con le stampelle fa la pesca magica nei secchioni
Sbirri che fanno le ronde, soldati in assetto di guerra
Figli e figliastri, cani randagi, sorci, che posto di merda
Tutti coatti, tutti imbruttiti ma tutti che poi aspettano in fila
Per un biglietto che porta fortuna e che grattano zitti con la monetina
Banalità, mеdiocrità, somministrate come medicina
Sognano spiaggе bianche, con gli occhi crepati dalla cocaina
Pensieri malati, cattivi, torturano come aguzzini
Mentre la roba da mo che è tornata di moda ar giro fra i ragazzini
Cecità bianca come 'sta società in preda all'anaffettività
La tua faccia stanca, davvero pensavi che fosse la pubblicità?
La notorietà, la celebrità? E io che penso questo mondo è brutto
Questi pischelli non sanno più scrive, taggano male, bitano tutto
È come un lutto, genera mostri enormi, fuori dalla ragione
Parlano e pensano male, vivono peggio, senza una vera opinione
Schiumano rabbia, strillano in faccia: "Questa famiglia tradizionale!"
Col marito che ammazza la moglie di botte prima del telegiornale
Tu spara al nemico, spara ai barconi, spara addosso agli altri
Mentre vivi una vita di merda con tanto d'inchino per ringraziarli
Poi mettiti in fila, fatti una riga, convinciti che puoi salvarti
Mentre la vita di merda che vivi se la spartiscono ai piani alti

Questo è il blues di Gundabad, Gundabad, Gundabad
Canta adesso che poi te ne vai
Questo è il blues di Gundabad, Gundabad, Gundabad
Balla in mezzo a noi, con gli Uruk-hai
Seh, questo è il blues di Gundabad, Gundabad, Gundabad
Canta adesso che poi te ne vai
Questo è il blues di Gundabad, Gundabad, Gundabad
Balla in mezzo a noi, con gli Uruk-hai
Ehi

Ma il generale dei miei coglioni, odia quelli che chiama ricchioni
Io mi chiedo che cosa succede in segreto fra lui e i suoi commilitoni
Padri padroni, figli di mamma, uomini tutti d'un pezzo
Fieri di quello che c'hanno nei pantaloni e conoscono solo il disprezzo
Sognano il ratto delle sabine, ma sono dei ratti di fogna
La famiglia perfetta delle figurine mette la sposa alla gogna
Ed è una stronza se non ci sta, ma poi è una zoccola se te la dà
Tutto settato intorno a un concetto sbagliato e malato di virilità
Tutto è soltanto uno sfogo, e parlano ancora di contro natura
Caccia di streghe per fare un rogo, io ci sputo su questa cultura
La tradizione del maschio che ficca, mentre la femmina deve sta' zitta
Tu che ridi, io che piango e penso: è solo un'enorme sconfitta
Ma il generale della minchia dura, parla a rotella e poi spara a razzo
Cazzate sulla razza italica e tratti somatici di 'sto cazzo
Xª Mas, tutti contenti, fuori puliti, ma dentro so' sporchi
Benvenuto fra gli Uruk-hai, Gundabad, terra degli orchi

Questo è il blues di Gundabad, Gundabad, Gundabad
Canta adesso che poi te ne vai
Questo è il blues di Gundabad, Gundabad, Gundabad
Balla in mezzo a noi, con gli Uruk-hai
Questo è il blues di Gundabad, Gundabad, Gundabad
Canta adesso che poi te ne vai
Questo è il blues di Gundabad, Gundabad, Gundabad
Balla in mezzo a noi, con gli Uruk-hai